In breve
- Il dominio è l’indirizzo della tua attività su internet (latuaattivita.it): si paga ogni anno, di solito pochi euro.
- Deve essere intestato a te o alla tua azienda, con un accesso tuo: non a chi ti fa il sito.
- Scegli un nome corto, facile da dire al telefono e senza trattini; per chi lavora in Italia il .it è perfetto.
- Con il dominio puoi avere un’email con il tuo nome, che dà più fiducia e finisce meno nello spam, se configurata bene.
- Attiva il rinnovo automatico: un dominio scaduto può far sparire sito ed email da un giorno all’altro.
Cos’è un dominio, in parole semplici
Il dominio è il nome che si scrive per arrivare al tuo sito, come latuaattivita.it. Non lo compri per sempre: lo registri e lo rinnovi ogni anno, un po’ come un abbonamento. Finché lo rinnovi, nessun altro può usarlo.
Il dominio da solo non è il sito: è l’indirizzo. Poi lo colleghi a dove sta il sito (l’hosting) e a dove sta la posta. Queste impostazioni si chiamano DNS: sono come la rubrica che dice a internet dove andare.
Il dominio si compra da un registrar, un’azienda autorizzata (in Italia ce ne sono tante, come Aruba, OVHcloud, Register.it e altre). Il prezzo cambia poco; conta di più che il pannello sia chiaro e che il dominio resti a nome tuo.
Come fare in 8 passi
- 01
Scegli il nome
Il nome dell’attività, corto e facile da dettare al telefono. Evita trattini, numeri e doppie lettere che si confondono. Se il nome è già preso, prova ad aggiungere la città: nomebenevento.it.
Perché conta: Lo scriverai su biglietti, furgone e scontrini: deve essere impossibile sbagliarlo.
- 02
Scegli l’estensione
Per chi lavora in Italia il .it è la scelta naturale e ispira fiducia. Il .com va bene se lavori anche all’estero. Le estensioni strane (.shop, .online) non servono a farti trovare di più.
Perché conta: I clienti italiani si aspettano un .it, e lo ricordano meglio.
- 03
Controlla che sia libero
Sul sito di un registrar scrivi il nome e vedi se è disponibile. Controlla anche che non sia il nome di un marchio registrato di qualcun altro.
Perché conta: Un nome già usato da un’altra attività crea confusione, e a volte problemi legali.
- 04
Registralo a nome tuo
L’intestatario deve essere la tua azienda o tu, con i tuoi dati veri, e l’account del pannello con la tua email. Se te lo registra qualcun altro, fatti dare un tuo accesso fin dal primo giorno.
Perché conta: Chi è intestatario decide su dominio, sito ed email: deve essere chi ha l’attività.
- 05
Attiva il rinnovo automatico
Collega una carta che non scade a breve e attiva il rinnovo automatico. Controlla che la tua email nel pannello sia quella che leggi davvero: lì arrivano gli avvisi di scadenza.
Perché conta: Quando un dominio scade si fermano insieme sito ed email, e dopo un po’ può comprarlo chiunque.
- 06
Collegalo al sito
Nel pannello del dominio, nella sezione DNS o zona DNS, si inseriscono i record che indicano dove sta il sito. Te li dà chi ti fa il sito o il servizio dove lo pubblichi.
Che aspetto hanno i record del sito
Tipo: A Nome: (vuoto) Valore: 203.0.113.10 Tipo: CNAME Nome: www Valore: latuaattivita.it.Valori d’esempio: quelli veri te li dà il servizio dove sta il sito.
Perché conta: Fatto una volta, non ci devi più pensare.
- 07
Attiva la casella email
Spesso con il dominio è inclusa almeno una casella; altrimenti puoi usare servizi come Google Workspace o Microsoft 365, a pagamento per ogni persona. Crea indirizzi semplici: info@, ciao@ o nome@.
Perché conta: Un indirizzo con il tuo nome dà subito più fiducia di un indirizzo gratuito.
- 08
Configura SPF, DKIM e DMARC
Sono tre record nel DNS che dimostrano che le email arrivano davvero da te. Senza, molte finiscono nello spam. Trovi tutto spiegato passo per passo nella guida sulle email nello spam.
Perché conta: Un’email con il tuo dominio ma senza configurazione rischia lo spam come una qualsiasi.
L’email con il tuo nome
Un indirizzo come info@latuaattivita.it si può leggere dall’app Mail dell’iPhone, da Gmail sul telefono o da Outlook, insieme alle altre caselle: non serve un programma nuovo. Il servizio di posta ti dà i dati da inserire (server, porta, password).
Se lavorate in più persone, meglio un indirizzo per persona più uno generico (info@) che leggete tutti. E quando qualcuno va via, la casella resta all’attività, con tutta la storia dei clienti.
La PEC è un’altra cosa: è la posta certificata con valore legale, obbligatoria per imprese e professionisti. Si attiva a parte, e di solito non si usa per scrivere ai clienti.
Cosa non fare
- Lasciare il dominio intestato a chi ti fa il sitoSe un giorno cambi fornitore, rischi di perdere indirizzo, email e posizioni su Google.
- Dimenticare il rinnovoUn dominio scaduto ferma sito ed email insieme, e dopo un po’ può comprarlo chiunque.
- Usare la mail del dominio solo per il sitoSe c’è, usala anche per scrivere ai clienti: è lei che dà l’aria seria.
- Comprare dieci varianti del nomeDi solito ne basta uno, al massimo due (.it e .com) per proteggere il nome.
- Cambiare i DNS a casoToccare i record sbagliati può fermare la posta: se non sei sicuro, chiedi prima.
La lista di controllo
Spunta quello che hai già: quello che manca si sistema in un pomeriggio.
Domande frequenti
Quanto costa un dominio .it?
Di solito pochi euro l’anno, a volte un po’ di più dal secondo anno. Una casella email inclusa o a parte aggiunge qualche euro al mese o all’anno, secondo il servizio.
Chi può registrare un dominio .it?
Persone e aziende dei paesi dell’Unione europea (e di pochi altri paesi europei). Per un’attività italiana non ci sono problemi.
Posso spostare il dominio da un fornitore a un altro?
Sì: si chiede al vecchio fornitore il codice di trasferimento (a volte chiamato AuthInfo) e lo si inserisce dal nuovo. Il dominio resta tuo e il sito può continuare a funzionare.
Il dominio mi fa salire su Google?
Non direttamente: conta molto di più cosa c’è sul sito. Un nome chiaro però aiuta i clienti a ricordarti e a fidarsi.
Posso usare Gmail con l’indirizzo del mio dominio?
Sì, in due modi: con Google Workspace (a pagamento) oppure aggiungendo la casella del tuo dominio all’app Gmail del telefono, come seconda casella.
Cosa succede se il dominio scade?
Sito ed email smettono di funzionare. Per un periodo puoi ancora rinnovarlo, a volte pagando di più; dopo, il nome torna libero e può prenderlo chiunque.
Dominio ed email sistemati per bene.
Scelgo con te il nome, lo registriamo a nome tuo, collego sito e posta e configuro SPF, DKIM e DMARC: tu ricevi solo l’email che funziona.