In breve
- Un sito ha un costo una tantum (progetto, grafica, sviluppo) e dei costi ogni anno (dominio, hosting, email, manutenzione).
- Le voci annuali di base sono piccole: un dominio .it costa di solito poche decine di euro l’anno.
- Il prezzo lo fanno soprattutto le funzioni (negozio, prenotazioni, aree riservate) e chi prepara testi e foto.
- Il fai-da-te costa poco in soldi ma molto in tempo; il prezzo più basso spesso diventa il più caro al secondo anno.
- Un buon preventivo dice cosa c’è dentro, cosa resta fuori e quanto costa ogni anno dopo.
Cosa paghi una volta e cosa ogni anno
Chi chiede «quanto costa un sito» di solito pensa a una cifra sola. In realtà le voci sono due: quello che paghi una volta, per progettarlo e costruirlo, e quello che paghi ogni anno per tenerlo online, aggiornato e sicuro.
Le cifre che trovi in giro vanno da poche centinaia a molte migliaia di euro, e hanno tutte un senso: un sito di tre pagine con i testi già pronti non è un negozio online con duecento prodotti, pagamenti e spedizioni. Per confrontare i prezzi devi confrontare cosa c’è dentro.
Qui sotto trovi le otto voci che compongono il costo di un sito. Usale come lista quando leggi un preventivo, o quando provi a farlo da solo.
Le 8 voci, una per una
- 01
Il dominio (ogni anno)
È l’indirizzo del sito, come latuaattivita.it. Un dominio .it o .com costa di solito tra 10 e 30 euro l’anno; attenzione ai prezzi lancio del primo anno, che poi salgono. Deve essere intestato a te, non a chi ti fa il sito: ne parlo nella guida su dominio ed email.
Perché conta: Se il dominio è a nome di un altro, il giorno che cambi fornitore rischi di perdere indirizzo e posizioni su Google.
- 02
L’hosting (ogni anno)
È lo spazio dove il sito «abita». Per un sito vetrina leggero bastano poche decine di euro l’anno, a volte anche meno; un negozio online o un gestionale con molti dati ha bisogno di qualcosa di più robusto, quindi costa di più.
Perché conta: Un hosting troppo economico e affollato rende il sito lento, e un sito lento perde clienti e posizioni.
- 03
Le caselle email (ogni anno)
Un indirizzo come info@latuaattivita.it va da pochi euro l’anno per una casella semplice a qualche euro al mese per casella con le suite di Google o Microsoft, che aggiungono calendario e documenti condivisi.
Perché conta: Una mail con il tuo dominio ispira più fiducia di un indirizzo gratuito, e finisce meno nello spam se configurata bene.
- 04
Progetto e grafica (una volta)
Capire cosa ti serve, disegnare le pagine, adattarle al telefono. Un modello già pronto costa meno ma ti somiglia meno; una grafica su misura richiede più ore. In mezzo ci sono tante vie: un modello buono, ben personalizzato, spesso basta.
Perché conta: Più della metà delle visite arriva dal telefono: se lì il sito è scomodo, il resto non conta.
- 05
Testi e foto (una volta, e poi ogni tanto)
È la voce più sottovalutata. Chi scrive i testi? Chi fa le foto? Se li prepari tu il costo scende, ma servono tempo e cura. Testi chiari e foto vere valgono più di qualsiasi effetto grafico. Per le foto dei prodotti c’è una guida a parte.
Perché conta: Sono i testi che convincono il cliente e che leggono Google e le intelligenze artificiali.
- 06
Le funzioni (una volta, a volte ogni mese)
Qui il prezzo cambia davvero: modulo contatti, prenotazioni, negozio online, gift card, area riservata, più lingue, collegamento al gestionale. Alcune funzioni usano servizi esterni con un canone mensile o una commissione su ogni pagamento: chiedi sempre quali.
Perché conta: Una funzione in più vale la spesa solo se ti fa risparmiare tempo o ti porta clienti.
- 07
Manutenzione e aggiornamenti (ogni anno)
Aggiornamenti di sicurezza, copie di sicurezza, piccole modifiche, controllo che tutto funzioni. Alcuni siti ne hanno bisogno spesso (per esempio quelli con molti plugin), altri quasi mai. Chiedi cosa è compreso e quanto costa una modifica fuori dal pacchetto.
Perché conta: Un sito abbandonato prima o poi si rompe o viene bucato, e rimetterlo in piedi costa più che curarlo.
- 08
Il tuo tempo (sempre)
Non compare in nessun preventivo, ma c’è: le ore per scegliere, scrivere, fotografare, aggiornare. Con il fai-da-te è la voce più alta. Mettilo nel conto, perché un’ora passata sul sito è un’ora tolta al lavoro.
Perché conta: Spesso il sito «gratis» è quello che costa di più, solo che lo paghi in serate.
Fai da te, piattaforma o professionista
Fai da te con una piattaforma (i costruttori di siti con abbonamento): di solito qualche decina di euro al mese, dominio a volte compreso il primo anno. Va bene per partire, se hai tempo e un po’ di occhio; il limite è che il sito resta legato alla piattaforma e spostarlo dopo è difficile.
Professionista o agenzia: in Italia un sito vetrina fatto bene va in genere da qualche centinaio a qualche migliaio di euro, un negozio online parte di solito da qualche migliaio. La differenza la fanno le voci qui sopra: quante pagine, chi scrive, quali funzioni, quanta grafica su misura. Prima di firmare leggi le 10 domande da fare a chi ti fa il sito.
Il modo giusto di guardare il prezzo è chiedersi quanto ti fa guadagnare o risparmiare: un cliente in più al mese, meno telefonate per gli orari, prenotazioni che arrivano da sole. Un sito che non porta niente è caro a qualsiasi prezzo.
Cosa non fare
- Guardare solo il primo annoChiedi sempre quanto costa al secondo anno: rinnovi, hosting, manutenzione, licenze.
- Lasciare il dominio a nome di altriIl dominio è la tua insegna online: deve essere intestato a te.
- Confrontare preventivi diversiUn sito di tre pagine e un negozio online non si confrontano: prima chiarisci cosa ti serve.
- Firmare un preventivo di una riga«Sito web: 500 €» non dice niente. Pagine, funzioni, tempi e costi dopo devono essere scritti.
- Pagare funzioni che non useraiArea clienti, chat, cinque lingue: se non ti portano clienti o tempo, sono solo costi.
La lista di controllo
Spunta quello che sai già del tuo sito, o del preventivo che hai in mano: il resto è da chiedere.
Domande frequenti
Quanto costa un sito web a Benevento?
Più o meno quanto altrove: le voci sono le stesse in tutta Italia. Quello che cambia, scegliendo qualcuno della tua città, è poterlo incontrare di persona, fargli vedere l’attività e avere testi e foto che parlano davvero del posto.
Perché due preventivi per lo stesso sito sono così diversi?
Perché quasi mai sono per lo stesso sito: cambiano pagine, funzioni, chi scrive i testi, chi fa le foto, la grafica, la manutenzione. Fatti dire cosa c’è dentro, voce per voce, e confronta quelle.
Ogni anno devo pagare qualcosa?
Sì, almeno dominio e hosting, di solito qualche decina di euro l’anno per un sito semplice. A questi si aggiungono email, manutenzione ed eventuali servizi a canone, se li usi.
Cosa succede se smetto di pagare il dominio?
Il sito e le email smettono di funzionare e, dopo un periodo di tolleranza, il dominio può essere registrato da altri. Per questo deve essere intestato a te e con il rinnovo automatico attivo.
Conviene fare il sito da solo con una piattaforma?
Per partire può andare bene, se hai tempo e un po’ di occhio per la grafica. Mettili nel conto: le ore che ci passi e il fatto che il sito resta legato alla piattaforma, con un canone mensile per sempre.
Un sito si ripaga?
Se è fatto per portare clienti sì: basta qualche cliente in più al mese, o qualche telefonata in meno, per coprire i costi annuali. Per questo conviene partire da cosa deve fare il sito, non da quanto deve costare.
Hai già un preventivo in mano?
Mandamelo: ti spiego voce per voce cosa c’è dentro, cosa manca e cosa ti costerà negli anni dopo. Se poi vuoi che il sito lo segua io, ne parliamo.